28 mar 2013

Olivia ovvero la lista dei sogni possibili

Olivia. Ovvero la lista dei sogni possibili

Difficile dare un parere su questo libro.
Non è che sia scritto male o che possa dire che non mi sia piaciuto
ma non riesco neanche a dire che mi abbia lasciata entusiasta.
Si tratta di una storia trascinata in un solo giorno in un bar
dove la protagonista rivive gran parte della sua esistenza ma...
troppi i riferimenti alla nonna adorata e che ancora a 30 anni le da i consigli dal cielo
(e lei aveva solo 7 anni quando la nonna se n'è andata)
troppa negatività ripetuta e troppa importanza ad un lavoro precario perso
(non perché sia bello oggi rimanere senza lavoro ma se sei precario cosa t'aspettavi?).
E poi l'amica del cuore semi-veggente (e che cavolo no sa niente e indovina tutto?)
e un finale che proprio non ho digerito!
E' come se, cominciando a leggere col sorriso e con le aspettative di dover presto entrare nel 
vivo della storia...sia rimasta ad aspettare finché il sorriso non è scemato del tutto!
Vabbè, Paola Calvetti scrive molto bene in compenso e la lettura è comunque
scorrevole, piacevole e ahimè, il tema è molto attuale.
Consigliato?
Boh, fate voi e poi fatemi sapere :)

LA TRAMA
Inaspettati. Così sono tutti i doni degni di questo nome. E del tutto inaspettato è l'inizio di questa storia, con gli sguardi di due bambini che si sfiorano da lontano. Qualche anno dopo, a pochi giorni dal Natale, Olivia - la poco più che trentenne protagonista di questo romanzo - viene licenziata. O meglio: non viene licenziata perché non è mai stata assunta; semplicemente perde il posto di lavoro precario e si ritrova più precaria e fragile di prima. Così si rifugia in un bar tabacchi e, in attesa di riorganizzare, il suo futuro, scorre il suo curriculum pensando a tutto ciò che quelle pagine tralasciano: gli incontri che l'hanno segnata, gli amori veri e quelli che credeva lo fossero, le persone che non ha fatto in tempo ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i fallimenti, la forza dei desideri. In quel bar tabacchi, che con il passare delle ore si popola di personaggi personaggi buffi, matti, generosi e pedanti, su Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua vita, capace di leggere i segnali della felicità nelle scie di un aereo o nel verso di una poesia. La stessa nonna che le ha fatto un dono speciale: una Polaroid con la quale strappare al tempo gli istanti più belli, complici dell'inarrestabile e salvifica fantasia di Olivia. Nelle stesse ore, come in un film a montaggio alternato, irrompono tra le righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno speciale, forse l'alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una tregua all'innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia.

1 commento:

  1. L'ho iniziato a leggere proprio ieri :) Ti saprò dire tra qualche giorno!

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