17 set 2013

E l'eco rispose


Che Hosseini sia un grande scrittore lo metto nero su bianco ora più che mai.
Avevo quasi timore a leggere questo suo terzo libro dopo aver letto e amato i primi due capolavori.
Se considerate poi che "Mille splendidi soli" l'ho annoverato fra i miei libri preferiti,
potrete capire le mie riserve per non rimanere delusa.
Poi, al mio compleanno, un'amica speciale me lo ha regalato e mi ci sono tuffata di testa, respirando
profondamente e soprattutto inspirando tutte le sensazioni che lui sa provocare quando scrive.
Se mi è piaciuto?
Tantissimo.
Non dico che sia riuscito ad eguagliare i precedenti, perché questa è una storia diversa,
che non prende allo stomaco come le altre due, che non crea un'ansia quasi insopportabile  che però
è anche il sale di quella estenuante lettura; no, questa è piuttosto una storia bellissima e triste
(si perché la fine è la fine) ma allo stesso piena di gioia e di amore, di speranza e rassegnazione.
In primo piano il rapporto genitori/figli, visto da ogni possibile angolazione e per questo reso 
ancora più prezioso di ciò a cui siamo abituati a pensare.
Solo un capitolo poteva essere risparmiato, ma non perché sia di troppo o perché non scritto bene,
ma solo perché esula un po' dalla storia principale, ed è quello di Tinos.
Non anticipo nulla di più, ma vi consiglio di leggerlo al più presto perché vi renderà dipendenti da lui :)

LA TRAMA

Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c'è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre. Attraverso generazioni e continenti, in un percorso che ci porta da Kabul a Parigi, da San Francisco all'isola greca di Tinos, Khaled Hosseini esplora con grande profondità i molti modi in cui le persone amano, si feriscono, si tradiscono e si sacrificano l'una per l'altra.




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